Un mondo in cui non esistono più la morte, le malattie, guerre, povertà, politica; un mondo di quelli che ci ritrovavamo a chiedere da bambini nei temi a scuola per fare bella figura con le maestre. Di certo dovrebbe essere un bel mondo in cui vivere.
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Ma in un mondo in cui non esiste più la morte, esiste un altro grande problema: la sovrappopolazione. Le missioni di colonizzazione di altri pianeti non sono andate a buon fine. Bisogna restare sulla Terra. A governare il nostro pianeta blu adesso c’è il Thunderhead, un’evoluzione del nostro cloud che amministra le risorse del pianeta in tutte le declinazioni. L’unica cosa che il Thunderhead non può fare è proprio controllare la crescita demografica. Per quello ci sono le falci.
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Il loro compito è molto semplice: devono uccidere le persone (o spigolare che dir si voglia). Inoltre hanno la facoltà di donare un anno di immunità a chi vorranno far baciare il proprio anello. Volete ancora vivere in mondo del genere?
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La narrazione ruota intorno a Citra Terranova e Rowan Damisch, due ragazzi che vengono scelti come apprendisti di una falce, ma solo uno di loro potrà diventarlo e chi non verrà scelto come falce dovrà spigolare l’altro.
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Il romanzo ruota intorno ai tormenti dei due personaggi che non vogliono uccidere. Non vogliono macchiarsi di quello che nella loro epoca non è un crimine, ma una necessità che può essere compiuta solo ed esclusivamente dalle falci.
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Ho trovato il romanzo molto scorrevole e pieno di punti di riflessione, anche toccante in alcuni frangenti. Neal Shusterman ha fatto un ottimo lavoro col world building e con la caratterizzazione del villain. Un po’ meno con i personaggi principali, non che non siano dei buoni personaggi, ma almeno in questo primo volume della trilogia non reggono il confronto con l’antagonista.

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